Scoperte nel nuovo millennio
28/2/2007 - Innumerevoli sono le scoperte che vengono effettuate nelle acque antistanti le coste italiane, nei fiumi e laghi; non mancano neanche i ritrovamenti di interesse “subacqueo” sulla terraferma. Ecco una breve carrellata, logicamente non esaustiva.
A Napoli, durante i recenti scavi della metropolitana è emerso il porto dell’antica Neapolis, insieme a ad una nave della stessa epoca. Il livello venuto alla luce in piazza Municipio risale al II secolo dopo Cristo: l'area - lo scavo della stazione - e' una zona fangosa dove si scorge il profilo della antica barca affondata. Tutt'intorno si riconoscono i piloni di legno, probabilmente con uso d’approdo, perfettamente conservati come il fasciame della barca.
Un deposito di anfore romane è stato rinvenuto a BAGNARIA ARSA (UD) nel 2003. Le anfore, databili tra il secondo ed il primo secolo avanti Cristo, originariamente erano state utilizzate per contenervi il vino, ma successivamente erano state recuperate per scopi idrogeologici, come ha dimostrato lo scavo.
Nel sedimento, e sul fondale circostante, in associazione con i resti dell’imbarcazione, si trovavano sparsi numerosi frammenti di anfore. Si trattava, chiaramente, dei resti di una grossa nave di epoca romana naufragata nei pressi della costa di quello che è oggi il lido di Marausa.
Ad un primo esame effettuato dai tecnici, lo spessore dell’accumulo di elementi organici e sedimenti ben si accorda con il periodo intercorso tra il naufragio dell’imbarcazione e oggi.
E’ stato effettuato un primo intervento di scavo per chiarire l’esatta consistenza del relitto, le sue caratteristiche crono-tipologiche ed il suo stato di conservazione, e per effettuare un’attenta analisi dei dati.
Le famose navi su terraferma di Pisa, invece, continuano a destare sorprese. Dalle prime scoperte avvenute nel 1998, lo scavo della stazione ferroviaria di Pisa-S.Rossore, che ha portato alla luce i resti dell’antico porto romano di Pisa, continua ad incrementare la quantità di rinvenimenti; il numero delle navi, infatti, è salito fino a 20/21.
Le reti di pescatori toscani hanno permesso la scoperta di un relitto di nave romana in località Marciana Marina (Elba – Livorno) nel giugno 2002. Si tratta dunque di un relitto di un’antica nave romana affondata 2000 anni fa con il suo carico di 9 dolia, grandi contenitori in ceramica alti 2 metri con una circonferenza di 5 metri che servivano per trasportare merci.
A poca distanza dall’isola Gallinaria (Liguria), nelle acque dove il Lamboglia sperimentò le prime tecniche per la futura archeologia subacquea, nel luglio 2003 è stato scoperto dai Carabinieri del Centro subacqueo di Genova Voltri, il relitto di una nave oneraria di età romana (probabilmente risalente I sec. a.C), a 50 metri di profondità. Sul fondo sono state trovate molte anfore ed altro carico in buonissimo stato di conservazione.

