Home | Forum | Chi siamo | Contatti | Ecosub | Elenco dei diving | Esperti rispondono | Punti di immersione | Notizie | Categorie | Link | RSS  
 HOME | CATEGORIE | BIOLOGIA
Dimensioni del font: +F F -F 

il popolo della notte

di



- Quando il sole tramonta sul mare, tingendo l’orizzonte di rosa, inevitabilmente ci pervade una sensazione di calma e tranquillità, e mentre vediamo le onde diventare sempre più scure, non possiamo non pensare che la giornata sia finita e che il mondo stia per addormentarsi, avvolto nelle tenebre.

Però sappiamo bene che non è così, anzi, è proprio al calar del sole che al di sotto della superficie marina la vita si risveglia frenetica, e mentre molti animali diurni vanno a riposare, il popolo della notte esce in massa dai propri rifugi.

I pesci sono prevalentemente diurni, e man mano che la luce diminuisce corrono alla ricerca di un riparo per la notte: in Mediterraneo, è possibile ad esempio vedere i tordi dormire protetti da grosse alghe brune, a cui si attaccano mordendone le fronde, o piccole bavose che trovano riparo dentro stretti buchi della roccia. Nei mari tropicali, invece, basta affacciarsi ai numerosi anfratti del reef per scorgere castagnole, damigelle e altri pesci mentre riposano protetti dai robusti scheletri calcarei dei coralli. Il caso più curioso è forse quello dei pesci pappagallo, in grado di avvolgersi nottetempo in una grossa bolla di muco prodotta da una ghiandola posta al di sotto delle branchie, in modo da schermare il proprio odore ai predatori. Gran parte dei pesci diurni, durante la notte ricorre poi alle cosiddette “colorazioni pigiama”: perdono i colori brillanti e acquisiscono livree più spente, spesso tendenti al grigio o al beige, in modo da aumentare il proprio grado di mimetismo mentre il sonno impedisce loro di essere vigili e sfuggire così ai predatori.

Una tipica colorazione pigiama, basata su toni di
grigio e marrone
Una tipica colorazione pigiama, basata su toni di grigio e marrone

Esistono comunque numerosi pesci dalle abitudini notturne, ma quando la luce scompare sono soprattutto gli invertebrati, ad uscire allo scoperto: in particolare, molti crostacei lasciano le loro tane con il favore delle tenebre per andare alla ricerca di cibo o di un partner.
E la cosa che più colpisce, immergendosi durante le ore notturne, è forse proprio questa: è bello vedere come, di notte, animali che di giorno intravediamo solo mentre riposano all’interno di scuri anfratti, si muovano rapidi allo scoperto, intenti nelle loro attività.

Fra i granchi, i più nottambuli sono forse i cosiddetti granchi decoratori, che hanno il più noto esponente mediterraneo nella granseola: si tratta di numerose specie accomunate dalla forma triangolare del carapace e dalle zampe lunghe e sottili, completamente ricoperti di minuscoli peli uncinati a cui essi attaccano organismi o pezzi di essi, prelevati dal substrato, in modo da mimetizzarsi alla perfezione nell’ambiente.
Anche l’aragosta, che spesso ci accompagna nelle nostre immersioni in acque mediterranee facendo capolino dalla tana con le lunghe antenne, durante la notte prende coraggio ed esce allo scoperto.
Ai tropici, sono soprattutto grandi paguri con la conchiglia ricoperta di anemoni di mare, a rappresentare i crostacei durante la notte; si muovono goffamente sulla sabbia, trasportando il loro ingombrante fardello, certi che la conchiglia e le cellule urticanti dei tentacoli degli anemoni li proteggeranno dai predatori.

Il paguro Dardanus
pedunculatus
Il paguro Dardanus pedunculatus

I granchi spesso approfittano delle ore notturne anche per compiere una delle operazioni più importanti del loro ciclo vitale, ossia la liberazione delle larve, schiuse dalle uova a lungo incubate nell’addome; protette dal buio, infatti, le femmine dei granchi, al termine dell’incubazione, si alzano sulle zampe posteriori ed aprono il loro addome, normalmente ripiegato al di sotto del ventre, lasciando che i nuovi nati nuotino verso la colonna d’acqua, dove passeranno le prime fasi della loro vita, trasportati dalle correnti.

Un granchio favollo, Eriphia verrucosa, durante la liberazione delle larve
UUn granchio favollo, Eriphia verrucosa, durante la liberazione delle larve

E’ poi da notare come le piane sabbiose e fangose, sia mediterranee che tropicali, risentono molto più dei fondi rocciosi o corallini della presenza del popolo della notte: distese apparentemente deserte e prive di vita durante il giorno, si animano nottetempo di una moltitudine brulicante di organismi.
Ad esempio, le canocchie, sia in Mediterraneo che nei mari tropicali, escono dalle loro tane, costituite in genere da grossi fori nella sabbia, e si aggirano alla ricerca di prede, come molluschi, altri crostacei e addirittura pesci, che catturano con un fulmineo scatto delle loro appendici raptatorie, simili agli arti delle mantidi religiose.

Squilla mantis, la canocchia mediterranea
Squilla mantis, la canocchia mediterranea

Grossi nudibranchi strisciano pigramente sulla sabbia, anche se più tipicamente notturne di loro sono le cugine lepri di mare, che brucano pigramente le alghe e, durante il periodo riproduttivo, si dedicano alla ricerca di partner ed all’accoppiamento, che prevede la formazione di lunghe catene di esemplari che, ermafroditi, si fecondano l’un l’altro: ogni esemplare feconda quello che lo precede e viene fecondato da chi lo segue.
Le razze ed i trigoni, o i pesci piatti come rombi e sogliole, fanno capolino dalla sabbia dove stanno in agguato, così come, nei mari tropicali, gli splendidi pesci coccodrillo o i temibili pesci pietra.

Il trigone tropicale Neotrygon kuhlii
Il trigone tropicale Neotrygon kuhlii

Anche diverse specie abitatrici delle acque profonde, dove la luce abitualmente non arriva, approfittano del favore delle tenebre per avvicinarsi alla superficie ed alla costa: tipico esempio è quello dei calamari, che proprio durante la notte giungono talvolta in acque superficiali, permettendoci di ammirarne l’elegante livrea che cambia rapidamente colore in serie di onde iridescenti.

Sepioteuthis
lessoniana,
tipico calamaro indopacifico, si riflette sulla superficie dell’acqua
Sepioteuthis lessoniana, tipico calamaro indopacifico, si riflette sulla superficie dell’acqua

Succede poi talvolta che i calamari, così come altri predatori, approfittino della luce delle nostre torce per cacciare i piccoli crostacei ed i pesciolini attratti dalla luce stessa; tipicamente, in acque tropicali può capitare che i placidi pesci scorpione del genere Pterois (forse più noti con il nome inglese di lion-fish) compiano davanti ai nostri occhi scatti fulminei, catturando i piccoli pesci che faranno parte della loro cena.

Pterois miles, un lion fish tropicale, ha
appena catturato un pesce attratto dalla luce della torcia subacquea
Pterois miles, un lion fish tropicale, ha appena catturato un pesce attratto dalla luce della torcia subacquea

Andare sott’acqua di notte permette di incontrare specie diverse da quelle che si possono osservare durante le immersioni diurne, ma anche di vedere gli animali allo scoperto, nel pieno delle loro attività, e per questo le immersioni notturne sono particolarmente amate da chi, fra i subacquei, ha più interesse per la biologia, o per la fotografia naturalistica, e cerca di osservare la vita nella sua forma più attiva e rigogliosa.

Condividi questo articolo su FaceBook:
comments powered by Disqus
Gravity Zero Technical Equipment - Cochran Dive Computer
Scuba Nick Generator
Ecologia e subacquea