Home | Forum | Chi siamo | Contatti | Ecosub | Elenco dei diving | Esperti rispondono | Punti di immersione | Notizie | Categorie | Link | RSS  
 HOME | CATEGORIE | IMMERSIONI ALL'ESTERO
Dimensioni del font: +F F -F 

Mar Rosso, l’acquario di Allah. Immersione a Elphinstone

di



- I suoi fondali ricchi di vita sono un paradiso per i subacquei di tutto il mondo.
 Agli scenari delle facili “immersioni turistiche” sui reef, si affiancano immersioni dai profili a volte piu’ impegnativi, che regalano incontri indimenticabili.

Tra i siti di immersione maggiormente belli al mondo alcuni sono proprio in Mar Rosso; Elphinstone e’ certamente annoverato tra i siti piu’ incantevoli, particolarmente ricco di variegata fauna marina, coralli rigogliosi e flora di eccezionale bellezza.

Elphinstone e’ un reef sommerso a circa tre miglia dalla costa di Marsa Alam, ha forma di un ampio arco che da circa tre metri sprofonda nel blu fino ad oltre ottanta. Le correnti sono spesso molto forti, in genere con direzione da sud verso nord.
E’ conosciuto perché frequentato dai temibili squali Longimanus Oceanici, 
riconoscibili dalle lunghe pinne caudali e dalla macchia bianca all’apice della pinna dorsale.
 Tra i tanti racconti di avvistamenti eccezionali avvenuti proprio su questo reef, si narra anche di grandi squali Tigre, visti di raro ed a quote impegnative.



Subacquei e membri del diving

E’ il 26 aprile, sono trascorsi gia’ sette giorni dall’arrivo a Marsa Alam. Con Angela e Smile, gentili e competenti dirigenti del Diving Ocean Reef, iniziamo a prendere sul serio l’idea di esplorare il platou nord di
Elphinstone. 

Per i subacquei dell’A.C.M., abituati alle esplorazioni di relitti, l’immersione profonda sul reef è un po’ una novità.
 Il supporto tecnico-logistico e’ pienamente assolto dalla competenza dell’Ocean Reef, al quale si e’ rivolto Vincenzo. Per via della difficoltà di reperire l’elio per la composizione di miscele ternarie opportune per tuffi profondi, l’immersione viene pianificata ad aria, quindi ad una quota massima di cinquanta metri circa.

Vincenzo con il Kamaleont

Tenuto conto della alta probabilità di corrente anche alle quote profonde, viene adottato un equipaggiamento ridondante, composto da due bombole da dieci litri in alluminio, in configurazione Sidemount.
 Grande curiosità degli operatori dell’Ocean Reef suscita l’equipaggiamento venuto fuori dal borsone di Vincenzo; uno degli inservienti ricorda sorridendo al subacqueo italiano di verificare di non aver dimenticato qualcosa nel montare il GAV. E’ il Kamaleont System, sidemount di ultima generazione, progettato e realizzato interamente in Italia, che vedrà oggi per la prima volta le profonde acque del Mar Rosso. Grazie alla specifica configurazione, e’ possibile ridurre la zavorra e posizionare le due bombole in modo maggiormente idrodinamico, a tutto vantaggio dell’assetto, dei consumi e del nuoto in corrente.

Immersione in Sidemount

Nei primi due giorni di immersioni, Elphinstone non regala incontri o avvistamenti di rilievo.
 E’ il 29 aprile, il mattino e’ caldo ma non torrido, la temperatura dell’acqua e’ di 23 gradi.

Il vento dei giorni scorsi ha cessato di soffiare lasciando il mare appena increspato. Ci raggiunge nella baia il grosso gommone dell’Ocean Reef; con noi c’e’ Emmad Abd El Halim, per gli amici e’ Hall, un’esperta guida subacquea e profondo conoscitore di Elphinstone; anche lui e’ un Tek Diver con all’attivo oltre 10.000 immersioni.

Alle sette circa siamo già sul posto. Il gommone si ferma con precisione e perizia sulla verticale dell’immersione. Pochi minuti e’ il tempo impiegato per la preparazione. 
Hall richiama con colorito epiteto l’attenzione di Vincenzo: “Hey… Bad Ass, are you ready? Let's go rock 'n roll !!!”

Un lion fish


A sacco sgonfio, una capriola in acqua dal tubolare, eggiu’, a distanza di un braccio, verso il blu cobalto del profondo.

In meno di due minuti siamo intorno ai cinquanta metri ai piedi del platou nord di Elphinstone.
 La corrente c’e’ e si sente.
Proseguendo verso il drop-off eccole apparirci davanti, dal blu profondo, le filanti sagome dei predatori marini. Sono lontani, inavvicinabili, troppo fondi per i limiti dell’aria. E’ un grosso Martello in compagnia di alcuni pinna nera del Reef.


Alcionario

Alla quota di cinquanta metri il tempo di fondo non puo’ essere ulteriormente prolungato, perciò,  con lenta progressione, i subacquei prendono la direzione sud guadagnando quota. Siamo sul filo dei quaranta metri e, meravigliosamente, maestosi ed imponenti si avvicinano. Sembrano immobili mentre filano in direzione dei subacquei. Il primo si arresta a circa sei metri dai sub, poi torna indietro e si inabissa, ma l’altro e’ curioso e prosegue avvicinandosi ulteriormente. Man mano che la distanza si accorcia, la sagoma diventa sempre piu’ nitida, il manto prende colore ed appare la livrea striata che non lascia adito a dubbi: e’ un Tigre!!!

Un temibile squalo tigre (Tiger Shark)

Un giovane esemplare di circa quattro metri, attorniato dai pesci pilota, arriva a meno di tre metri da Vincenzo che e’ rimasto indietro rispetto ad Hall, poi si ferma a mezz’acqua quasi a volerlo meglio osservare. Hall, un po’ piu’ indietro, con freddezza riprende la scena alla ricerca dell’inquadratura migliore. Difficile mancare un soggetto così grosso, ma l’emozione ed il dovuto rispetto per un animale del genere possono far sbagliare lo scatto piu’ facile.
Restiamo appiattiti sul fondo ad una distanza di pochi metri, il respiro e’ controllato, i muscoli rilassati, lo sguardo fisso sulla sagoma del Tigre che resta immobile a sua volta a guardarci per un tempo indefinito.

Mantenere la calma al cospetto di questi animali e’ fondamentale per evitare incidenti.

Incontro con lo squalo tigre

Gli squali sono in grado di percepire le vibrazioni emesse da un animale ferito a grande distanza grazie ad una linea laterale molto sviluppata e sensibile. Perciò può accadere che, anche il solo movimento frenetico o a scatti di un subacqueo agitato, puo’ far scatenare un attacco; da evitare e’ anche l’avvicinamento veloce a questi predatori, in quanto potrebbe essere interpretato come una minaccia, l’invasione del loro territorio, un segnale di sfida da cui potrebbe sortire una loro repentina e fatale reazione.

Ma Elphinstone non e’ solo l’emozione dell’incontro con gli squali, l’avvicinamento di un banco di grossi barracuda, uno stupendo esemplare di Napoleone, una murena insolitamente sorpresa in acqua libera, i meravigliosi colori del reef, gorgonie dalle dimensioni assai singolari, imprimono il ricordo indelebile di scenari indimenticabili. Tornati alla base, con soddisfazione mostriamo al Team dell’Ocean Reef le foto. Molti di essi hanno eseguito migliaia di immersioni in Elphinstone e sono increduli nel costatare la reale presenza di squali Tigre nelle profondità del reef.

Fin’ora in Elphinstone questi animali non erano mai stati avvicinati, perciò erano divenuti una sorta di leggenda nei racconti dei sub.
Al rientro in Italia, tornati al mare nostrum e alle altrettante profonde e forti emozioni, resta il ricordo del ravvicinato incontro con i maestosi e lontani Signori del Mare, gli squali di Elphinstone Reef.

Condividi questo articolo su FaceBook:
comments powered by Disqus
Gravity Zero Technical Equipment - Cochran Dive Computer
Scuba Nick Generator
Ecologia e subacquea