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Specie del mese


BIOLOGIA MARINA: Tonno (Thunnus thynnus) - Fondali.it

Nome comune:
Tonno

Nome scientifico:
Thunnus thynnus

Gruppo di appartenenza:
pesci

DESCRIZIONE:

Il tonno è uno dei pesci nuotatori più veloci. Ha corpo fusiforme, molto robusto e dotato di capo conico. La bocca è di media ampiezza, con moltissimi piccoli denti conici. Sul dorso si innalzano due pinne: la prima, sorretta da raggi duri e spinosi, va gradatamente diminuendo in altezza fino al congiungimento con la seconda, che è più breve, inizialmente alta e triangolare, cui fanno seguito 8-10 pinnule. Il peduncolo caudale, molto sottile e carenato, termina nella grande e forte pinna caudale ampiamente falcata. La pinna anale, contrapposta e simile alla seconda dorsale, è anch'essa seguita da pinnule, le pettorali sono medie mentre le ventrali sono piccole. Particolarità unica di questo pesce, il tonno è l'unico pesce a sangue caldo: la sua temperatura corporea è superiore di 3 gradi a quella ambientale ed è perciò sensibile alle variazioni termiche. Rivestito di pelle spessa e quasi glabra, ad eccezione di un corsaletto di grosse squame nella parte anteriore, il tonno ha colorazione blu-nerastra superiormente, azzurrognola con macchie argentate sui fianchi e argentea sul ventre. La coda è blu scuro.

DIMENSIONI:

Dopo circa 3 mesi, i piccoli nati misurano 25-30 cm in lunghezza, con un peso da 350 a 500 g. Le misure poi crescono con il ritmo seguente: a 1 anno, 60-70 cm per 3,5-5 kg; a 5 anni, 135 cm per 35-40 kg; a 10 anni 200 cm per quasi 150 kg; infine, oltre i 15 anni, 250 cm per 250 kg.

HABITAT:

Pesce pelagico, vive a grandi profondità, ma all'inizio della primavera compie migrazioni genetiche verso i luoghi in cui deporrà le uova, o erratiche, in cerca di mari più ricchi di cibo.

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

L'areale del tonno si estende lungo le coste atlantiche europee e in tutto il Mediterraneo. Spesso banchi di provenienza atlantica, passando attraverso lo stretto di Gibilterra, si uniscono ai grandi banchi mediterranei, si dirigono verso le coste sarde e siciliane, passano lo stretto di Messina, sfiorano la Calabria e risalgono l'Adriatico, dove poi gli esemplari più giovani restano fino a tutto settembre.

BIOLOGIA / ABITUDINI:

Il comportamento del tonno non è ancora stato ben definito, sono state formulate diverse teorie spesso contrastanti. Il tonno vive aggregato in piccoli o grossi banchi di individui della stessa taglia. I banchi più piccoli composti da tonni della stessa taglia a primavera si uniscono fino a formare banchi enormi che contano anche migliaia di esemplari. Si tratta di banchi dalla caratteristica formazione cubica, nella quale gli esemplari che stanno ai margini procedono in superficie, soffermandosi presso le coste per trovare cibo. I tonni al centro del gruppo, invece, viaggiano senza soste a una profondità di 35-50 metri. Gli individui più grossi stanno prevalentemente più al largo, dove i fondali sono molto alti. Nei periodi in cui si sposta, percorre lunghissime distanze dall'Atlantico al Mediterraneo compiendo anche 150 miglia al giorno a una velocità media di 30 km orari, che in certe condizioni può arrivare anche ai 70 km. Ma i tonni si spostano anche per cercare acque con corrente, temperatura e salinità costanti. Quando arrivano nei nostri mari, muovendosi al pelo dell'acqua, sono detti "tonni di corsa". In autunno, quando compiono il tragitto inverso e poi sprofondano, li si chiama "tonni di ritorno".

DIETA:

Il cibo del tonno è essenzialmente costituito, nei primi mesi di vita, da sostanze planctoniche, che il tonno comunque non disdegna neanche da adulto. Abbocca comunque tutto ciò che galleggia, soprattutto è ghiotto di sardine e alici, nei cui banchi va a scorrazzare, quindi di sgombri, sugarelli, cefali, calamari e aguglie.

RIPRODUZIONE:

La riproduzione del tonno avviene dalla primavera all'estate. I tonni che hanno raggiunto la maturità sessuale, procedendo in banchi uniformi che si avvicinano alla costa, si uniscono in gruppi che comprendono fino a 10 esemplari. Le femmine, in fila, si coricano su un lato, accelerando il ritmo del nuoto: i maschi, che si trovano in alto e poco più indietro, avanzano velocemente e si coricano sul lato opposto in modo da creare un contatto con il ventre della compagna per pochi secondi, necessari comunque a fecondare le uova che sono di tipo pelagico.

CURIOSITA':

Il nome "tonno" deriva dal fenicio than che significa "animale di grossa mole". Ma il tonno era noto già nella preistoria: appare infatti raffigurato in dipinti rupestri in alcune grotte presso Levanzo, risalenti a 10.000 anni a.C. e nei quali si possono vedere due tonni e alcuni attrezzi appuntiti, evidentemente usati per la loro cattura. I Fenici stabilirono le loro rotte marine seguendo quelle dei tonni. I Cartaginesi, già nel V secolo a.C„ catturavano tonni ed esportavano le loro carni salate in tutta l'area del Mediterraneo, soprattutto a Roma, dove le carni del tonno erano molto apprezzate. Le prime rudimentali tonnare furono perfezionate da Arabi e Bizantini.

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